Invitiamo tutte le compagne e tutti i compagni a partecipare numerosi a questa importante manifestazione antifascista cittadina

 

Esci dal guscio... L'Assemblea permanente Genova Antifascista fa un appello ai genovesi, agli antifascisti, ai militanti della sinistra radicale e comunista, alle organizzazioni di categoria dei lavoratori, ai centri sociali, ai portuali, agli studenti e a tutti quelli che non si arrendono e difendono anche nel quotidiano i valori della Resistenza, libertà, solidarietà e giustizia sociale, dal fascismo che avanza nel paese.

 

"Odio gli indifferenti... vivere significa essere partigiani" Genova è Medaglia d'oro al valore militare per la guerra di liberazione dal nazifascismo, Genova è Antifascista.

 

Sono passati molti anni da quell'aprile del 1945. In più occasioni ci sono stati tentativi e azioni per riportarci a quel periodo, con la complicità dello Stato e dei servizi segreti, golpe Borghese, attentati fascisti, bombe che hanno provocato stragi nelle stazioni, nelle piazze, sui treni, fino alle giornate del G8 di Genova nel luglio 2001; fatti questi ultimi talmente gravi da far dichiarare ad Amnesty International "...la più grave sospensione dei diritti democratici in Europa dopo la seconda guerra mondiale".

 

Non è mai cessato il tentativo di screditare, ridimensionare, colpevolizzare chi fu protagonista della Resistenza. È solo cambiata la strategia per cancellare quel periodo storico e ridare fiato ad una destra reazionaria e fascista.

 

Nuove forme ed atteggiamenti reazionari si insinuano e prolificano in un terreno fertile, quello governativo, che ha sdoganato richiami al fascismo, più o meno espliciti.

Le camicie nere, il fez, l'olio di ricino, li hanno per ora abbandonati, per passare ad una fase più subdola, con l'obiettivo di preparare uno Stato più reazionario: smantellare e disarticolare tutto quello che c'era di buono nel paese compresi i diritti conquistati con dure lotte dai lavoratori dal dopoguerra ad oggi.

Sono anni difficili, il fascismo e il suo brodo di cultura hanno ormai superato la fase dell'abitudine per avviarci verso la consuetudine; sono molte le dichiarazioni che preludono ad un accostamento al fascismo con una strategia nuova che se non cogliamo nella sua pienezza, ci porta indirettamente ad un'organizzazione statale che potremmo definire forte con i deboli e debole con i forti. Ecco il fascismo, ecco il regime autoritario, ecco la transizione verso uno stato reazionario. 

L'indifferenza alle morti sui luoghi di lavoro, la mancata indignazione per un barcone col suo carico di disperazione non soccorso, qualche parola di circostanza da parte delle varie istituzioni e poi via come se nulla fosse. L'eliminazione del reddito di cittadinanza, una delle poche misure che hanno aiutato famiglie e persone in difficoltà. Le misure disciplinari minacciate dal ministro dell'istruzione nei confronti di una Preside che ha stigmatizzato comportamenti fascisti, richiamandosi esplicitamente a quell'epoca.

 

Le numerose targhe intitolate a fascisti e a collaborazionisti del regime; la furiosa privatizzazione di scuole, sanità e assistenza verso gli anziani. Misure di controllo come i decreti Minniti e "sicurezza" che criminalizzano e processano ogni forma di rivendicazione delle classi operaie e non solo, portando il lavoro ad essere pura schiavitù senza dignità alcuna. Eccolo il fascismo!

 

Se incontriamo una persona riversa al suolo e non ci fermiamo. 

Se non siamo contro ogni guerra imperialista (Siria, Yemen, Libia): in particolare se non siamo contro il coinvolgimento diretto del nostro paese, tramite l'invio di armi, in una guerra che devasta l'Ucraina da più di un anno. Alla faccia del rispetto dell'articolo 11 della Costituzione tanto citato quanto calpestato anche dai più biechi guerrafondai politicanti di casa nostra, dal centro sinistra fino alla destra più becera, tutti d'accordo nell'inviare armi e fomentare sempre più una guerra che usa il territorio ucraino per fare gli affari geostrategici della NATO.

Se non vogliamo fermare l'invio di armi ad un esercito che si rifà all'ideologia nazista e non la smettiamo di accostare i nostri Partigiani ai battaglioni ed alle divisioni che appoggiano totalmente l'ideologia di Stephan Bandera, i quali sono addestrati dalla NATO (come ha dichiarato lo stesso segretario Stoltenberg), hanno schiacciato i territori del Donbass e del Lugansk da 8 anni, uccidendo più di 14 mila persone.

Se non diciamo no al servilismo totale dei nostri governi verso il patto Atlantico. 

Se non diciamo basta alla repressione in Palestina.

Se non ci si indigna di fronte ad ogni riforma della giustizia che punisce i deboli ed aiuta i potenti.

Se conviviamo in silenzio con morte e sfruttamento nei luoghi di lavoro.

Se permettiamo il proliferare di baraccopoli e lo sfruttamento di migranti ridotti in schiavitù per colpa delle politiche neocoloniali targate Unione Europea. 

Se la tutela dell'ambiente è solo una questione di malaffare, business e propaganda.

Se la lettera di una preside che denuncia metodi fascisti, viene subito minacciata con azioni disciplinari.

Se la battaglia dell'abolizione del 41 bis è un fatto che non ci riguarda. 

Se ci hanno rubato l'anima, il diritto di critica, hanno monopolizzato l'informazione,

preso la nostra dignità ed incanalati verso un pensiero unico. 

Se ci hanno messo su un binario morto, quello che porta all'assuefazione, alla rinuncia a lottare e reagire per cambiare lo stato di cose esistenti. 

Se lo stato delle cose è questo, siamo dentro il baratro di un sistema culturale, politico e sociale che ha raggiunto il suo obbiettivo ovvero il fascismo del terzo millennio.

 

"Partigiano è e sarà chiunque combatterà i fascisti"

Il 24 aprile scenderemo in piazza per ribadire che Genova e' Antifascista .

Il 24 aprile scenderemo in piazza perché nulla abbiamo da spartire con chi per circostanze istituzionali, si definisce antifascista, ma il giorno dopo vota o appoggia invio di armi e il sostegno militare ad eserciti che si rifanno all'ideologia nazista

Il 24 aprile scenderemo in piazza perché, seppur qualcuno sta tentando di riscrivere e strumentalizzare la storia della Resistenza per puri fini propagandistici, la resa dell'esercito nazista in questa città è stata firmata e consegnata ad un operaio comunista e noi ne siamo tutt'oggi orgogliosi.

Il 24 aprile scenderemo in piazza per ribadire che, come settantotto anni fa riteniamo il popolo russo nostro fratello e mai ci scorderemo il sacrificio in termini di vite umane del popolo russo (27 milioni di morti fra civili, partigiani e soldati nella guerra al nazifascismo, come il contributo dei partigiani russi, 4981, nelle file della resistenza italiana.

 

Il 24 aprile scenderemo in piazza perché non possiamo stare insieme a chi quotidianamente calpesta il lavoro, la salute e il territorio di tutti!

 

Genova Antifascista